Ci ostiniamo a cercare gli ingredienti di una Vita che non ci appartiene, rincorrendo un'esistenza senza margine d'errore. Pretendendo di più, tollerando di meno, rimanendo sempre uguali, ma sentendoci sempre "diversi" rispetto all'idea di perfezione che qualcuno ha dettato per noi.
Come se esistesse un metro di misurazione, come se ci fosse una bilancia speciale che calcoli in chilogrammi il nostro valore e ci classifichi in base al suo peso.
"Unire un corpo 90,60,90 ad un metro e settantacinque di altezza. Mescolare vigorosamente e aggiungere poco alla volta due occhi da cerbiatta, le labbra della Roberts e gli addominali di Jill Cooper. Cuocere per venti minuti a 180 gradi, sfornare e servire ancora caldo."
Che poi, fondamentalmente io sono quella che nell'impasto non ha mai affondato né una forchetta né tantomeno uno straccio di stuzzicadenti per verificarne la cottura. Quella che "un po' di zucchero in più non fa mai male. Il dolce dev'essere dolce, altrimenti che razza di dolce è?!".
E allora al diavolo il metro. Al diavolo la bilancia. Al diavolo le ricette di Masterchef Italia.
Il segreto è fare come mia nonna, che andava "ad occhio e croce" e, nonostante qualche torta abbronzata e qualche biscotto un po' croccante rispetto alla media, ha sempre fatto un gran bel figurone, sfornando crostate alla mela da fare invidia a Biancaneve.
